L'interno del portico di San Luca: una lunga fuga di volte a crociera gialle e pilastri rosati che sale con gradini verso il fondo, con due cancelli in ferro aperti in primo piano
L'interno del portico di San Luca: una lunga fuga di volte a crociera gialle e pilastri rosati che sale con gradini verso il fondo, con due cancelli in ferro aperti in primo piano. Foto: Vanni Lazzari · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Bologna se ne accorge subito: qui si cammina quasi sempre al coperto. I portici accompagnano le strade del centro per chilometri, riparano dal sole d'estate e dalla pioggia d'autunno e fanno parte della vita quotidiana dei bolognesi tanto quanto le piazze. Nel 2021 l'UNESCO li ha iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale. Ai nostri ospiti consigliamo di dedicare loro almeno una passeggiata senza meta precisa e, se le gambe lo permettono, la salita al Santuario di San Luca.

Una storia lunga quasi mille anni

I primi portici documentati risalgono all'XI secolo. Nacquero in modo spontaneo: i proprietari delle case allargavano i piani superiori sporgendo sulla strada, sostenuti da travi e pilastri, per ricavare spazio in una città che cresceva in fretta, anche grazie agli studenti richiamati dall'Università. Nel 1288 gli statuti comunali resero il portico obbligatorio per le nuove costruzioni, fissando un'altezza minima di sette piedi bolognesi, circa due metri e mezzo, tale da lasciar passare un uomo a cavallo.

All'inizio erano quasi tutti in legno; dalla seconda metà del Cinquecento un decreto impose di sostituirli con mattoni e pietra. Qualche esempio ligneo si è comunque salvato: il più celebre è quello di Casa Isolani, in Strada Maggiore, con travi altissime che risalgono al Duecento. Oggi nel solo centro storico i portici coprono quasi quaranta chilometri, e molti altri si trovano fuori dalle antiche mura.

I tratti riconosciuti dall'UNESCO

Il sito UNESCO non comprende tutti i portici della città, ma una selezione di dodici tratti che raccontano epoche e funzioni diverse. Tra questi:

  • Pavaglione, Banchi e Piazza Maggiore, il cuore monumentale, con il portico dell'Archiginnasio.
  • Strada Maggiore, con il portico di Santa Maria dei Servi, il più largo della città, e la già citata Casa Isolani.
  • Santo Stefano e Mercanzia, tra palazzi nobiliari e la piazza delle Sette Chiese.
  • Università e Accademia, lungo via Zamboni, la strada degli studenti.
  • Santa Caterina e Saragozza, con le case porticate più semplici di un quartiere popolare.
  • la Certosa, il lungo portico che porta al cimitero monumentale.
  • il Treno della Barca, un edificio porticato del secondo Novecento nella periferia ovest: la prova che il portico è rimasto un modo di costruire la città fino ai giorni nostri.

Completano la lista il portico di San Luca, i tratti di Galliera, del Baraccano, di piazza Cavour e via Farini e l'edificio del MAMbo.

Il portico di San Luca

È il portico più lungo del mondo: 3.796 metri e oltre seicentocinquanta archi, costruiti tra il 1674 e il 1721 grazie alle offerte dei cittadini. Parte da Porta Saragozza e corre in piano fino all'Arco del Meloncello, il grande arco settecentesco che scavalca la strada; da lì comincia la salita vera e propria, a tratti a gradini, scandita dalle cappelle dedicate ai misteri del Rosario.

In cima, sul Colle della Guardia, si trova il Santuario della Madonna di San Luca, progettato da Carlo Francesco Dotti e costruito nel Settecento, che custodisce l'immagine della Madonna con il Bambino tradizionalmente attribuita a san Luca. Ogni anno, nei giorni che precedono l'Ascensione, l'immagine scende in città in processione proprio lungo questo portico: se capitate in quel periodo, verificate date e programma sui canali ufficiali della Curia e del Comune.

Consigli per la salita

  • Mettete scarpe comode e portate dell'acqua: il tratto dopo il Meloncello è ripido e piuttosto lungo.
  • Prendetevela con calma: si sale al proprio ritmo e c'è sempre qualcuno che fa lo stesso, chi per sport e chi per devozione.
  • Dal sagrato si apre la vista sui colli e, nelle giornate limpide, sulla pianura.
  • Il santuario è un luogo di culto: abbigliamento adeguato e rispetto delle funzioni.

San Luca da Alloggi Bologna

Il santuario è vicino soprattutto a Honey Terminal, a Borgo Panigale: in auto sono circa 7,5 km, mentre da Dolce Casa, in zona Fiera, sono circa 13 km. Chi preferisce la salita a piedi può raggiungere in auto o con i mezzi la zona di Porta Saragozza e cominciare da lì il cammino sotto gli archi. Al ritorno vi aspetta un appartamento con cucina attrezzata, lavatrice e Wi-Fi gratuito: dopo quasi quattro chilometri di salita, una cena preparata con calma è il modo migliore per chiudere la giornata.

Una base comoda per scoprire Bologna

Due appartamenti indipendenti con cucina attrezzata e Wi-Fi gratuito: Dolce Casa in zona Fiera, fino a 8 ospiti, e Honey Terminal in zona Aeroporto, fino a 4.